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mercoledì 30 novembre 2011

la vita le prove ...

Ogni prova che incontrate deve servire alla vostra evoluzione. Ecco perché non dovete ribellarvi pensando che potreste essere vittima di un’ingiustizia del destino o perfino del Signore! Qualcuno dice: «Non merito questo!» Come può sapere ciò che merita? Non conosce se stesso, non conosce il suo passato né il suo presente né, a maggior ragione, il suo avvenire; come può allora giudicare? Anche qua...ndo, in un processo, i giudici condannano un innocente – la storia è piena di errori giudiziari! – dietro quell’ingiustizia, in realtà c’è una giustizia. Questo è successo anche ad alcuni santi, ad alcuni Iniziati e grandi Maestri, che sono stati imprigionati, bruciati, crocifissi. In apparenza ciò era ingiusto; in realtà, quelle prove erano giustificate, ed essi dovevano accettarle, sia per pagare un debito, sia per comprendere certe verità che non avrebbero compreso altrimenti, sia per diventare più forti. Il pensiero di subire un’ingiustizia divina impedisce agli esseri umani di evolvere.

giovedì 17 novembre 2011

Egitto, sedicenne ammazzato di botte da professore e compagni perchè cristiano; nell'indifferenza dei media. pubblicata da Papa Giovanni Paolo II il g

Un ragazzino egiziano di sedici anni è stato linciato dai suoi compagni di classe perché era cristiano. E i media occidenali? L'hanno ignorato. E' successo il 16 ottobre scorso, una settimana dopo la strage di Maspero ventotto manifestanti copti uccisi dall'esercito davanti alla sede della tv di stato, quando l'ondata di violenza religiosa era al suo massimo e al Cairo era sufficiente avere una croce sul cruscotto della macchina per rischiare di trovare il parabrezza sfondato.

Il delitto era stato classificato all'inizio come un episodio di bullismo finito malissimo, un litigio per un posto a sedere, ma il racconto che sta venendo fuori non lascia dubbi: il professore ha preso per la gola il ragazzo, Ayman Nabil Labib, e l'ha quasi soffocato, perché prima s'era rifiutato di coprire una croce tatuata sul polso com'è comune fra i copti e poi aveva tirato fuori da sotto la maglietta anche quella che portava al collo.

Alcuni compagni si sono uniti al professore nel pestaggio e poi, quando Ayman è scappato dalla classe, l'hanno rincorso nei bagni e l'hanno ammazzato di botte.

Due di loro ora sono stati arrestati e, due settimane dopo la morte, il padre ha accettato di raccontare la storia. Il professore, che si è rivolto alla classe dicendo 'Che cosa facciamo ora con lui?', assieme a due bidelli che hanno indicato ai ragazzi dove gettare Ayman, non sono stati arrestati e nel frattempo sono scomparsi.

E' questa differenza di trattamento da parte dello stato che fa esasperare i copti.

Gli aggressori agiscono su uno strato sicuro di impunità garantita che parte dai litigi di cortile e sale fino alle massime autorità, che hanno platealmente mentito sulla strage di Maspero addossandone la colpa alle vittime e falsificando i dati. I copti si stanno organizzando per ottenere rappresentanza politica con le prossime elezioni, ma alcuni si trattengono, dicono che non va bene votare secondo il credo religioso, si finisce per isolarsi maggiormente dalla comunità. Toccherebbe ai militari proteggere le minoranze, ma per ora il sospetto è che vedano questi scontri come un altro pretesto per legittimare la propria permanenza al potere.



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Questo non deve generare odio e/o violenza ma farci riflettere ,

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato». Vangelo di Giovanni (15, 18-21)